Cosa è l'A.V.I.S.

Storia dell'avis L'Associazione Volontari Italiani del Sangue nasce a Milano nel 1927 ed è oggi la più grande realtà di donatori del sangue italiana, con oltre 1.080.000 soci, di cui più di 1.040.000 sono donatori. AVIS è presente su tutto il territorio nazionale.
Il Sistema si compone di:

1 AVIS Nazionale;
22 Avis Regionali o equiparate, di cui 21 italiane e 1 svizzera;
118 Avis Provinciali o equiparate;
3.113 Avis Comunali o equiparate, di cui 21 svizzere e 3.092 italiane.

Sono inoltre attivi diversi Gruppi Avis, organizzati sopratutto nelle aziende, sia pubbliche che private. Questi "numeri" sono il risultato di un lungo percorso avviato dal dottor Vittorio Formentano che ha dato vita all'AVIS, prima Associazione Italiana di Volontari del Sangue.

La nostra storia

AVIS ha contribuito negli 80 anni della sua storia al raggiungimento di importanti risultati negli ambiti del benessere sociale e della cultura donazionale, grazie all'impegno di chi, volontari avisini e istituzioni, ha condiviso l'idea che il sangue è un bene pubblico e la sua donazione deve essere gratuita, periodica e anonima. AVIS ha espresso e diffuso nel corso del tempo una nuova cultura della donazione e del volontariato attivo che ha sostituito lo spirito di consapevolezza dei bisogni, di responsabilità, di coscienza civica e di partecipazione agli originari ideali di eroismo, sacrificio e generosità caritatevole.
AVIS ha contributo a sconfiggere la piaga del datore di sangue a pagamento e a ridurre le disparità in termini di donazioni del sangue che esistevano in passato tra le regioni del Nord e quelle del Sud, esistono,purtroppo, ancora alcune eccezioni, perseguendo con crescente determinazione l'obiettivo dell'autosufficienza di sangue e plasma, in condizioni di qualità e sicurezza.
Vittorio Formentano - il fondatore Le istituzioni politiche e sanitarie hanno contribuito a questi risultati assicurando all'AVIS un'utile e fattiva collaborazione, anche grazie agli interventi legislativi che, a partire dal 1950, hanno recepito le istanze del volontariato del sangue.
Molti eventi associativi sono dipesi dall'evoluzione della normativa in materia trasfusionale, particolarmente accentuata a partire dagli anni Novanta, quando il legislatore ha definitivamente affermato il ruolo determinante della donazione gratuita, periodica e responsabile.
Uno dei punti di forza di AVIS è stato il coniugare e mettere in sintonia le due anime dell'Associazione, quella sanitaria e quella volontaristica. Ciò ha consentito ad AVIS di adeguarsi e, in molti casi, di cogliere con largo anticipo le esigenze scientifiche e sanitarie, di svolgere una intensa attività di volontariato e di promozione per educare al dono del sangue, non subalterno alle urgenze delle strutture sanitarie e delle pianificazioni nazionali, ma come manifestazione concreta di senso civico e incondizionato altruismo. Anche per questo, la "cogestione" della raccolta di sangue, effettuata sia dal sistema sanitario pubblico sia mediante Unità di Raccolta associative, è una peculiarità a livello internazionale, considerata un punto di forza di AVIS.

Si evidenziano di seguito le principali tappe che hanno contributo a costruire AVIS nel corso del tempo.
1926 Vittorio Formentano lancia a Milano un appello per costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue. All'invito rispondono 17 persone, che si riuniscono nel 1927, dando vita all'AVIS, Associazione Italiana di Volontari del Sangue, che si pone obiettivi estremamente ambiziosi: soddisfare la crescente necessità di sangue contribuendo a salvare vite umane, avere donatori pronti e controllati e lottare per eliminare la compravendita di sangue.
1946 Nasce l'AVIS Nazionale, con sede a Milano, per conferire una veste giuridica e assicurare un raccordo alle crescenti attività delle Avis Comunali.
1950 AVIS Nazionale viene riconosciuta dallo Stato (L. 49).
1955 Nasce in Lussemburgo la FIODS, Federazione Internazionale delle Associazioni di Donatori di Sangue, proposta già da tempo dal presidente Formentano, che ne diventa Consigliere e, successivamente, Presidente Dal 2002 al 2005 la FIODS ha un'altra presidenza italiana, con Pasquale Colamartino.
1967 La legge n. 592 regolamenta la raccolta, la conservazione e la distribuzione del sangue umano in Italia. Viene riconosciuta la funzione tecnica di AVIS sul piano della organizzazione e della promozione in ambito trasfusionale sia la funzione civica e sociale.
1970 Viene emanato un nuovo Statuto (approvato dallo Stato nel 1974) che prevede la possibilità di costituire Avis Regionali, a cui è demandato il compito di coordinare le realtà territoriali dell'Avis, raccordandosi con l'AVIS Nazionale, e di divenire interlocutori delle Regioni, da poco costituite nell'ambito dell'Amministrazione dello Stato e alle quali era stata sin da subito affidata la gestione del Servizio Sanitario Nazionale. Al 2007 le Avis Regionali ed equiparate sono 22, comprendendo anche Avis Svizzera.
1977 Primo Convegno Nazionale dei gruppi giovani.
1979 Viene emanato un nuovo Regolamento dell'AVIS per lo snellimento delle norme amministrative.
1990 Emanazione della Legge n. 107, recante la "Disciplina per le attività trasfusionali relative al sangue umano e ai suoi componenti e per la produzione di plasmaderivati".
Con questa legge, l'ordinamento giuridico recepisce la concezione dell'etica per la trasfusione e dell'organizzazione dei servizi trasfusionali, da sempre affermati dall'AVIS e sanciti nel 1989 dalla Raccomandazione n. 381 della Comunità Europea in materia di donazione volontaria e non remunerata. In particolare la legge 107/90:
• sancisce che le attività trasfusionali sono parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale (gestione pubblica) ed esalta il concetto di donazione di sangue responsabile e periodica, garanzia di sicurezza per il donatore e per il ricevente;
• estende a livello nazionale il principio di gratuità della donazione, sino ad allora sancito solo da alcuni leggi regionali;
• stabilisce che i centri trasfusionali creati dalle Associazioni di donatori del sangue vengano ceduti e amministrati dalle Usi, mentre le Associazioni possono continuare a gestire le loro Unità di Raccolta (UR);
• afferma che le Associazioni dei donatori volontari di sangue e le relative Federazioni concorrono ai fini istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale concernenti la promozione e lo sviluppo della donazione di sangue e la tutela dei donatori;
• istituisce, a livello regionale ed interregionale, il Registro del sangue e i Centri Regionali di Coordinamento e Compensazione (CRCC), al fine di favorire il raggiungimento dell'autosufficienza di sangue, plasma ed emoderivati all'interno di ogni regione;
Purtroppo l'applicazione di questa legge ha incontrato numerosi ostacoli.
1991 Viene emanata la Legge Quadro sul Volontariato n. 266, anche grazie all'importante contributo di AVIS Nazionale. A seguito di questo provvedimento, AVIS è iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Lombardia, che dal 2001 è di pertinenza provinciale.
1994 II Ministero della Sanità emana il primo Piano Nazionale Sangue e Plasma, per il triennio 1994-1996.
1995 Vengono emanati i decreti attuativi della L.107/90, concernenti i ruoli delle Regioni, l'azione nelle zone carenti, la formazione dei Comitati del Buon Uso del Sangue negli ospedali o nelle Usl, la gestione delle emoteche e i CRCC (Centri Regionali di Coordinamento e Compensazione).
1996 Si costituisce il Comitato interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue (CIVIS), che formalizza la collaborazione, avviata qualche anno prima, tra le principali Associazioni di donatori del sangue attive sul territorio nazionale: AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES. Nel 2007 CIVIS è diventato un Coordinamento Interassociativo, che rafforza la volontà delle quattro Associazioni aderenti di interloquire unitariamente con le istituzioni e i cittadini per lo sviluppo del comune obiettivo della promozione del dono del sangue.
1997 A seguito dell'emanazione del Decreto Legislativo n. 460/97 istitutivo delle ONLUS, l'AVIS, in quanto Associazione iscritta nel Registro Regionale del Volontariato, acquisisce la qualifica di ONLUS di diritto.
1998 Prendono avvio le Avisiadi, una iniziativa sportiva che annualmente vede coinvolti giovani avisini sportivi che provengono da tutte le regioni.
1999 II Ministero della Sanità emana il secondo Piano Nazionale Sangue e Plasma, per il triennio 1999-2001.
2003 L'Assemblea dei soci approva il nuovo Statuto (approvato con Decreto del Ministero della Salute del 13 febbraio 2004) e AVIS Nazionale diventa un'Associazione di Associazioni e di soci: ciascuna Avis, appartenente ai diversi livelli organizzativi (comunale, sovracomunale, provinciale e regionale) è socia delle Avis di livello superiore, sino all'AVIS Nazionale; inoltre, ogni socio iscritto alle Avis Comunali è socio delle Avis Provinciali e Regionali di riferimento, oltre che di AVIS Nazionale.
Con l'obiettivo di passare da una struttura a "piramide rovesciata" ad una "struttura a rete", ciascuna Avis si è dotata di autonomia giuridica, patrimoniale e gestionale.
Al fine di preservare l'unitarietà d'indirizzo della rete, AVIS Nazionale ha richiesto a tutte le Avis di adottare uno Statuto tipo strettamente coerente con il rinnovato assetto istituzionale ed organizzativo del Sistema: in tal modo, le singole Avis, associate all'AVIS Nazionale, ne condividono gli scopi, ne accettano il ruolo di indirizzo e recepiscono norme uniformi di partecipazione democratica.
II 7 dicembre viene inaugurata la nuova sede dell'AVIS Nazionale, in Viale Forlanini a Milano.
2004 Le modifiche statutarie hanno reso necessaria anche la previsione di un nuovo Regolamento dell'AVIS Nazionale, approvato dall'Assemblea dei soci il 14 maggio 2004.
2005 Si assiste ad una vera e propria ondata di norme italiane ed europee in materia trasfusionale, che indirizzano il Sistema Avis a seguire un percorso sempre più impegnativo per l'ulteriore innalzamento delle condizioni di qualità e sicurezza dell'attività di raccolta del sangue.
La legge n. 219/05 abroga la precedente L. 107/90 (ad eccezione dell'art. 23) e detta i principi fondamentali in materia di attività trasfusionali. Questo testo legislativo si pone le seguenti finalità: • il raggiungimento dell'autosufficienza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati;
• una più efficace tutela della salute dei cittadini attraverso il conseguimento dei più alti livelli di sicurezza raggiungibili nell'ambito di tutto il processo finalizzato alla donazione ed alla trasfusione del sangue;
• condizioni uniformi del servizio trasfusionale su tutto il territorio nazionale;
• lo sviluppo della medicina trasfusionale, del buon uso del sangue e di specifici programmi di diagnosi e cura che si realizzano in particolare nell'ambito dell'assistenza a pazienti ematologici ed oncologici, del sistema urgenza-emergenza e dei trapianti.
2006 Viene emanato il Decreto Legislativo 24 aprile 2006 n. 219 di attuazione della direttiva 2001/83/CE. Di particolare importanza l'art. 136, titolato "Autosufficienza comunitaria in materia di sangue e plasma umani", secondo cui II Ministero della Salute e l'AIFA prendono tutti i provvedimenti necessari per raggiungere l'autosufficienza della comunità europea in materia di sangue e di plasma umani. A questo fine incoraggiano le donazioni, volontarie e non remunerate, di sangue o suoi componenti e prendono tutti i provvedimenti necessari per lo sviluppo della produzione e dell'utilizzazione dei prodotti derivati dal sangue o dal plasma umani provenienti da questo tipo di donazioni. I provvedimenti presi sono notificati alla Commissione Europea.
2007 Continua la produzione normativa per un "sistema sangue" consapevole, sicuro e di qualità Il Ministro della Salute emana il DM 18 aprile 2007 recante "Indicazioni sulle finalità statutarie delle Associazioni e Federazioni dei donatori volontari di sangue".
Il decreto indica gli scopi statutari che possono legittimamente perseguire le Associazioni e le Federazioni dei donatori volontari di sangue legalmente costituite e riconosciute, se vogliono essere ammesse a concorrere ai fini istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale. Le previsioni statutarie dell'AVIS risultano già in linea con questo decreto, poiché esso prevede quali scopi statutari:
• la promozione dell'informazione e della educazione al dono del sangue, degli emocomponenti e delle cellule staminali emopoietiche e della educazione alla salute nella popolazione nel suo insieme, con interventi a livello nazionale, regionale e locale;
• la promozione e sviluppo della coscienza trasfusionale;
• la donazione di sangue da parte dei soci, senza vincoli sulla destinazione;
• l'adesione al programma nazionale per il raggiungimento dell'autosufficienza di sangue ed emocomponenti, come stabilito nella legge n. 219/05 e in linea con le direttive e raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa.
Il Ministro della Salute emana il DM 26 aprile 2007 che, in osservanza di quanto previsto dall'art. 12 della legge n. 219/05, stabilisce l'istituzione del Centro Nazionale Sangue (CNS), che:
• è istituito presso l'istituto Superiore di Sanità (ISS), ma gode di una posizione di autonomia funzionale; • è finalizzato a raggiungere gli obiettivi di autosufficienza nazionale e a supportare e coordinare le attività trasfusionali su tutto il territorio nazionale. Al Comitato Direttivo del CNS partecipano il Presidente dell'ISS, un Direttore generale (l'avisino Giuliano Grazzini), tre responsabili delle strutture di coordinamento regionale e interregionale e tre rappresentanti delle Associazioni e Federazioni di donatori volontari di sangue; tra questi ultimi ricordiamo Andrea Tieghi e Giampiero Briola, rispettivamente, Presidente e Vice presidente vicario dell'AVIS Nazionale. Il CNS si è insediato in data 1 agosto 2007.

Viene emanato il Decreto Legislativo 9 Novembre 2007, n. 207, che attua la direttiva 2005/61/CE che applica la direttiva 2002/98/CE per quanto riguarda la prescrizione in tema di rintracciabilità de/sangue e degli emocomponenti destinati a trasfusioni e la notifica di effetti indesiderati ed incidenti gravi.
Il decreto, tra l'altro, sancisce che i servizi trasfusionali e le Unità di Raccolta associative devono:
• garantire la rintracciabilità del sangue e degli emocomponenti grazie ad accurate procedure di identificazione, alla tenuta di registri e ad un adeguato sistema di etichettatura conformemente alla normativa vigente;
• garantire che il sistema di rintracciabilità in vigore consenta di rintracciare gli emocomponenti stabilendo dove ed in che fase di lavorazione si trovino conformemente alla normativa vigente;
• garantire che sia approntato un sistema specifico per identificare individualmente ogni donatore, ogni unità di sangue prelevata e ogni emocomponente preparato, a prescindere dall'uso cui sia destinato, nonché le strutture cui è stato consegnato un determinato emocomponente conformemente alla normativa vigente;
• disporre di un identificatore unico che consenta di associarlo precisamente ad ogni unità di sangue da esso raccolta e ad ogni emocomponente da esso preparato conformemente alla normativa vigente;

Inoltre viene stabilito che le Regioni e le Pro¬vince autonome di Trento e di Bolzano recepi¬scano le disposizioni del decreto e adottino i necessari provvedimenti affinché i servizi tra¬sfusionali, le unità di raccolta e le strutture a cui vengono consegnati sangue o emocom¬ponenti attuino un sistema di rintracciabilità e di notifica di effetti indesiderati e di incidenti gravi conforme alla normativa nazionale e comunitaria in materia. Viene emanato il Decreto Legislativo 9 Novembre 2007, n. 208, che dà attuazione alle direttive 2005/62;'CE e 2002/98/CE in tema di norme e specifiche comunitarie relative ad un sistema di qualità per servizi trasfu¬sionali.

2007 - Un anno speciale!

AVIS festeggia l'ottantesimo anno di vita, consapevole dell'importanza del ruolo che potrà ancora svolgere per il Paese, affrontan¬do le nuove sfide della società facendo leva sugli ideali che le sono propri da sempre: gratuità, anonimato e altruismo.
Il compleanno è stato festeggiato realizzando numerose iniziative che hanno voluto portare i temi cari all'Associazione all'attenzione delle Istituzioni e della cittadinanza. Per questo, all'intenso impegno dell'AVIS Nazionale, che trova riscontro nel seguito di questo Bilancio Sociale, si sono affiancate molte iniziative diret¬tamente realizzate dalle Avis del territorio. Questi eventi hanno dato grande visibilità all'Associazione e sono stati un'occasione preziosa per promuovere e rinnovare la con¬divisione degli ideali e dei valori che sono alla base del gesto altruistico della donazione del sangue.
Ora occorre continuare sulla strada della quali¬tà e sicurezza delle attività trasfusionali, affin¬ché l'impegno dei donatori volontari sia sem¬pre più utile per la salute dei cittadini. Ed è pro¬prio questo il tema che abbiamo individuato per l'Assemblea degli Associati di maggio 2008 in cui viene presentato questo Bilancio Sociale: "Meglio donare, donare meglio" che ci sprona a donare quando serve, ciò che serve e nel modo più adeguato a soddisfare le esigenze di quelle persone per le quali il nostro gesto d'amore è un gesto vitale.
Nei primi mesi del 2008 la Conferenza Sta¬to-Regioni approva l'accordo sullo schema di decreto del Ministro della Salute "Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l'anno 2008", nel quale è riportato lo schema tipo della convenzione tra le Regioni, le Associazioni e le Federazioni dei donatori.

La presenza dell'AVIS nel territorio - (Dati di raccolta regionali Avis 2008)

Censimento ISTAT       Strutture Associative
Regione Popolazione Soci Iscritti Soci Donatori N° Donazioni Gruppi Comunali Prov. Reg. Totale
Strutture
Abruzzo 1.323.987 16.154 15.578 24.467 - 87 4 1 92
Basilicata 591.001 17.045 16.554 23.599 - 100 2 1 103
Calabria 2.007.707 29.132 28.937 44.982 - 125 5 1 131
Campania 5.811.390 55.898 55.767 74.945 - 50 10 1 61
Emilia Romagna 4.275.802 145.994 141.612 268.117 - 340 9 1 350
Friuli Venezia Giulia 1.222.061 8.226 8.226 11.118 - 40 2 1 43
Lazio 5.561.017 54.433 48.292 71.047 - 195 7 1 203
Liguria 1.609.822 21.210 18.856 29.851 - 65 3 1 69
Lombardia 9.642.406 240.655 230.343 487.948 - 649 11 1 661
Marche 1.553.063 46.323 45.131 93.109 - 127 4 1 132
Molise 320.838 8.540 8.540 11.724 - 28 2 1 31
Piemonte 4.401.266 115.617 110.559 197.015 - 294 8 1 303
Prov. Aut. Bolzano 497.240 16.808 16.680 27.426 - 6 - 1 7
Prov. Aut. Trento 513.357 14.610 14.360 20.198 - 48 2 1 51
Puglia 4.076.546 47.289 46.135 69.009 - 123 5 1 129
Sardegna 1.665.617 29.050 27.582 38.099 - 150 8 1 159
Sicilia 5.029.683 61.692 61.692 92.418 - 143 8 1 152
Toscana 3.677.048 70.289 67.905 107.948 - 163 10 1 174
Umbria 884.450 27.600 26.571 38.313 - 59 2 1 62
Valle d'Aosta 125.979 4.221 3.819 7.087 - 20 - 1 21
Veneto 4.832.340 125.500 116.820 209.684 - 333 6 1 340
Totali Italia 59.622.620 1.156.286 1.109.959 1.948.104 0 3.145 108 21 3.274
Svizzera - 1.474 1.112 1.689 - 21 - 1 22
Totali 59.622.620 1.157.760 1.111.071 1.949.793 0 3.166 108 22 3.296

Organizzazione territoriale Avis NA

AVIS COMPRENSORIALE NA 4 - Bilancio 2008

Presidente: Dr.ssa M.G. Burattini    Donatori: 6671    Donazioni: 9146

SEDE RESPONSABILE DONATORI DONAZIONI
AVIS ACERRA Presidente: Prof. E. Amodio 500  817
AVIS CASALNUOVO Presidente: Dott. L De Rosa 4969 6993
AVIS MASSA di SOMMA Presidente: Sig. A. di Gennaro 263 382
AVIS S.ANASTASIA Presidente: Sig. C. Fragliasso 900 945
AVIS VOLLA Presidente: Sig.ra E. Scognamiglio 19 19
AVIS SAMMA VESUVIANA Presidente: Sig. G.Cozzolino 20 0